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L’influenza della letteratura italiana sul panorama culturale europeo

La letteratura italiana ha profondamente segnato il panorama culturale europeo. Attraverso i secoli, da Dante a Calvino, passando per figure chiave come Petrarca, Boccaccio e Machiavelli, l’Italia ha offerto un contributo fondamentale, plasmando il pensiero, l’arte e la sensibilità del continente. Non si tratta di semplice imitazione, ma di un dialogo continuo, uno scambio che ha arricchito entrambe le culture.

Medioevo: l’alba della letteratura in volgare

Nel Medioevo, mentre il latino dominava la cultura europea, in Italia si assisteva a una rivoluzione: l’emergere della letteratura in volgare. Questo fenomeno, come spiega Skuola.net, segnò la nascita delle identità nazionali e regionali, aprendo la strada a tradizioni letterarie uniche. In questo contesto, figure come San Francesco d’Assisi, con il suo “Cantico delle creature”, e Jacopo da Varazze, autore della “Leggenda Aurea”, ebbero un impatto notevole, come testimonia Wikipedia. La “Leggenda Aurea”, in particolare, divenne un testo di straordinaria popolarità, diffondendo la fede cristiana e l’immaginario religioso medievale.

Il Trecento: Dante, Petrarca e Boccaccio

Dante e la Divina Commedia

L’affermazione del volgare italiano raggiunge l’apice con Dante Alighieri. La sua Divina Commedia (iniziata intorno al 1304-1307 e completata poco prima della sua morte nel 1321) non solo elevò il toscano a lingua letteraria, ma creò un’opera di portata universale. Come riporta Academia.edu, Dante rivoluzionò il linguaggio letterario, aprendolo a un pubblico più ampio. La sua influenza fu tale che la Divina Commedia fu tradotta in catalano già nel 1429 da Andreu Febrer, come si legge su New Italian Books, precedendo di un anno la traduzione in prosa castigliana.

Petrarca e il Canzoniere

Francesco Petrarca, con il suo Canzoniere (la cui stesura lo impegnò per gran parte della sua vita, dal 1336 circa fino alla sua morte nel 1374), codificò la forma del sonetto e inaugurò una nuova sensibilità lirica. Medium Aevum sottolinea come Petrarca sia stato il “maestro della nuova Europa”, un intellettuale “apolide” la cui patria era la cultura. La sua influenza sulla poesia europea è immensa.

Boccaccio e il Decameron

Giovanni Boccaccio, con il Decameron (scritto tra il 1349 e il 1351), offrì un vivido ritratto della società medievale, influenzando la narrativa breve europea. L’influenza del Decameron, come spiega StudySmarter, è evidente in opere come i Canterbury Tales di Geoffrey Chaucer, scritti tra il 1387 e il 1400.

Umanesimo e Rinascimento: l’Italia al centro dell’Europa

Il Quattrocento e il Cinquecento, con l’Umanesimo e il Rinascimento, videro l’Italia al centro della scena culturale europea. La riscoperta dei classici, promossa da figure come Coluccio Salutati, Niccolò Niccoli, Leonardo Bruni e Poggio Bracciolini, rivoluzionò la visione del mondo, come si legge su Treccani. La scoperta dell’Institutio oratoria di Quintiliano, ad opera di Poggio Bracciolini nel 1416, rinnovò l’arte della retorica. L’Umanesimo si diffuse in Europa grazie a una fitta rete di scambi, culminando nella figura di Erasmo da Rotterdam (1466-1536), che incarnò l’ideale dell’umanista europeo. Lorenzo Valla (1407-1457), con le sue Elegantiae linguae Latinae (1444), divenne un punto di riferimento per la filologia, applicandola anche alla storia, come dimostra la sua analisi della Donazione di Costantino.

Il Cinquecento: politica e letteratura

Nel Cinquecento, Il Principe di Niccolò Machiavelli (scritto nel 1513, pubblicato postumo nel 1532) influenzò profondamente il pensiero politico europeo, generando dibattiti e controversie. Il Cortegiano di Baldassarre Castiglione (pubblicato nel 1528) definì il modello di comportamento dell’uomo di corte rinascimentale. L’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto (pubblicato in edizione definitiva nel 1532) ispirò opere letterarie e artistiche in tutta Europa. La Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso (pubblicata nel 1581) ebbe un’enorme risonanza, venendo tradotta in diverse lingue. Come riporta Treccani, l’italiano divenne lingua di cultura in molte corti europee, grazie alla presenza di artisti e intellettuali italiani.

Dal Barocco al Novecento

Il Seicento e il Barocco

Nel Seicento, Giambattista Marino (1569-1625), figura chiave del Barocco, divenne celebre in tutta Europa, incarnando il gusto barocco con la sua enfasi sull’artificio e la metafora, come si legge su Wikipedia. La sua opera principale, l’Adone (1623), ne è un esempio lampante.

Il Settecento e l’Illuminismo

Nel Settecento, l’Illuminismo italiano, con figure come Cesare Beccaria (1738-1794), autore di Dei delitti e delle pene (1764), e Pietro Verri (1728-1797), fondatore de Il Caffè, contribuì al dibattito europeo su riforme e diritti umani.

L’Ottocento e il Romanticismo

Nell’Ottocento, il Romanticismo italiano, con Alessandro Manzoni (1785-1873) e Giacomo Leopardi (1798-1837), si inserì nel contesto europeo. Manzoni, con I promessi sposi (edizione definitiva 1840-1842), creò un modello di romanzo storico di grande influenza. Leopardi, con la sua poesia e le Operette morali (pubblicate a partire dal 1824), espresse un pessimismo filosofico che risuonò nel panorama europeo.

Il Novecento

Il Novecento italiano, come analizza Filippo Milani su Griseldaonline, ha visto emergere figure come Italo Svevo (1861-1928), Luigi Pirandello (1867-1936), Eugenio Montale (1896-1981) e Italo Calvino (1923-1985). Svevo e Pirandello anticiparono temi del romanzo modernista europeo, esplorando la crisi d’identità. Opere come La coscienza di Zeno (1923) di Svevo e Il fu Mattia Pascal (1904) di Pirandello ne sono chiari esempi.

Le ragioni di un’influenza duratura

La duratura influenza della letteratura italiana si fonda su diversi fattori. La lingua italiana, derivata dal latino ma arricchita dai volgari, ha permesso agli autori di esprimere una vasta gamma di emozioni e concetti. L’innovazione formale è stata una costante, dall’invenzione del sonetto alla sperimentazione narrativa. La profondità dei temi trattati, dalla riflessione sull’amore in Petrarca all’analisi della condizione umana in Leopardi, ha reso la letteratura italiana universalmente rilevante. La capacità di anticipare tendenze culturali, come l’Umanesimo, ha fatto dell’Italia un punto di riferimento. La letteratura italiana ha spesso funto da ponte tra culture, facilitando lo scambio di idee, come dimostra l’influenza degli Ordini Mendicanti nel XIII e XIV secolo, analizzata in un seminario dell’Università di Leeds Università di Leeds.

Un’eredità continua

L’influenza della letteratura italiana continua ancora oggi. La letteratura contemporanea italiana, con autori tradotti in tutto il mondo, mantiene un dialogo con le altre letterature europee. L’esempio della ricezione della letteratura italiana in Catalogna, descritto su New Italian Books, mostra la sua vitalità. The Cambridge History of Italian Literature, come si legge su Cambridge.org, è una risorsa fondamentale per comprendere questa influenza. La letteratura italiana, con la sua storia e ricchezza, rappresenta un patrimonio culturale inestimabile per l’Europa.

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L’influenza della cultura etrusca sull’Italia moderna

La civiltà etrusca, sorta nell’Italia centrale prima dell’affermazione di Roma, costituisce uno dei pilastri fondamentali per comprendere la storia e l’identità del nostro paese. Benché assimilata dalla cultura romana, l’eredità etrusca si manifesta ancora oggi in molteplici aspetti, contribuendo al ricco e variegato panorama culturale italiano. Questo articolo intende esplorare le diverse sfaccettature di tale influenza, dall’urbanistica all’arte, dalla religione alle consuetudini sociali, svelando come gli Etruschi abbiano contribuito a forgiare, in modo significativo e spesso indiretto, il volto dell’Italia che conosciamo.

Toscana il cuore dell’eredità etrusca

Il legame più evidente tra gli Etruschi e l’Italia contemporanea è di natura geografica. Il loro territorio, compreso tra l’Arno e il Tevere, corrisponde in gran parte all’attuale Toscana. Questa regione, simbolo dell’identità italiana, è profondamente legata al suo passato etrusco. La Toscana, con il suo straordinario patrimonio artistico, culturale e paesaggistico, custodisce un’eredità millenaria, mantenendo viva la memoria dell’antica Etruria e il suo ruolo nello sviluppo della civiltà italiana, come ben spiegato da Studenti.it.

L’urbanistica etrusca

L’influenza etrusca si rivela anche nell’urbanistica. Gli Etruschi furono tra i primi nel Mediterraneo a utilizzare un sistema a griglia per la progettazione delle loro città, un modello che i Romani definirono “ritus etruscus”. Questo schema, basato su un’arteria principale orientata da nord a sud (*cardo*) e vie secondarie da est a ovest (*decumani*), fu poi adottato dai Romani per i loro insediamenti militari e le nuove fondazioni urbane. Tale eredità, trasmessa attraverso la mediazione romana, è ancora riconoscibile nei centri storici di molte città italiane. Un approfondimento è disponibile su Britannica.

Un crocevia culturale tra Grecia e Roma

Gli Etruschi hanno svolto un ruolo cruciale di intermediari culturali tra il mondo greco e quello romano. Attraverso di loro, i Romani entrarono in contatto con la cultura ellenica, adottandone l’alfabeto e assimilando forme letterarie e filosofiche. L’élite romana, spesso istruita in città etrusche, acquisì familiarità con la lingua e il pensiero greco, arricchendo profondamente la propria cultura.

L’alfabeto

L’alfabeto latino, fondamento di molti alfabeti moderni, deriva indirettamente dall’alfabeto etrusco, a sua volta derivato da quello greco, come spiega Britannica. Gli Etruschi adattarono l’alfabeto greco alla loro lingua, e fu attraverso la loro influenza che i Latini svilupparono il proprio sistema di scrittura.

Influenze sulla lingua

Sebbene la lingua etrusca non sia sopravvissuta, la sua influenza si può rintracciare in alcune parole latine e, indirettamente, nelle lingue romanze. Ad esempio, la parola latina “persona”, che significa ‘individuo’, deriva dall’etrusco “phersu”, che originariamente indicava la maschera indossata dagli attori o, più in generale, il personaggio interpretato. Questo termine, entrato nel lessico italiano, testimonia l’influenza, seppur sottile, della lingua etrusca, come indicato da The Guardian.

L’arte etrusca e il Novecento

L’arte etrusca, caratterizzata da raffinate lavorazioni e da una particolare attenzione all’arte funeraria, costituisce un patrimonio culturale di grande valore. Capolavori come il *Sarcofago degli Sposi* testimoniano l’eccellenza artistica raggiunta da questa civiltà. Anche la Lupa Capitolina, un tempo ritenuta etrusca (ora sappiamo essere medievale con l’aggiunta dei gemelli nel Rinascimento), è stata a lungo un simbolo iconico, prima di Roma e poi dell’Italia. Questi reperti, esposti in musei di tutto il mondo, contribuiscono al patrimonio artistico italiano.

La riscoperta nel Novecento

Nel corso del XX secolo, numerosi artisti italiani hanno tratto ispirazione dall’arte etrusca. La mostra “Etruschi del Novecento”, discussa dal Corriere del Trentino, ha evidenziato come figure di spicco come Arturo Martini e Marino Marini si siano sentite profondamente legate all’estetica etrusca. Questa “febbre etrusca” si è tradotta in una predilezione per forme arcaiche e un interesse per temi quali la vita e la morte.

Esempi del Novecento

Artisti come Massimo Campigli, con le sue figure femminili stilizzate, e Mario Schifano, con le sue reinterpretazioni di simboli etruschi, dimostrano la persistente vitalità di questa antica cultura nella sensibilità artistica moderna. L'”Apollo che cammina”, la celebre terracotta di Veio, divenne un’icona del Novecento Italiano.

Spiritualità e credenze romane

La religione etrusca, con il suo interesse per la divinazione, influenzò notevolmente le pratiche religiose romane. Divinità etrusche come Giano e Marte furono integrate nel pantheon romano, come riportato da Studenti.it.

L’Aruspicina

L’*aruspicina*, l’arte di interpretare le viscere degli animali (in particolare il fegato) per predire il futuro, era una pratica tipicamente etrusca, poi adottata e perfezionata dai Romani, diventando un elemento centrale della religione pubblica, come descritto approfonditamente da DailyHistory.org.

Lo spazio sacro

Anche la concezione dello spazio sacro e l’orientamento delle città, con la delimitazione del *pomerium* (il confine sacro della città), sono elementi di origine etrusca ereditati dai Romani. Queste pratiche testimoniano un approccio al sacro che ha radici profonde nella storia culturale italiana.

Società etrusca

Un aspetto distintivo della società etrusca era la posizione della donna, che godeva di una libertà e di un prestigio sociale maggiori rispetto ad altre culture contemporanee, inclusa quella romana arcaica. Le donne etrusche partecipavano attivamente alla vita pubblica, come testimoniato da Brewminate.

Organizzazione politica

L’organizzazione politica etrusca, basata su città-stato autonome, simili alle *poleis* greche, ma unite in leghe, principalmente a carattere religioso, potrebbe aver influenzato, seppur indirettamente, la successiva strutturazione amministrativa romana, basata su un forte potere centrale, ma anche su autonomie locali. Sebbene i dettagli siano frammentari, è plausibile che alcuni concetti di governance etruschi siano stati assorbiti e rielaborati da Roma. Questo aspetto viene discusso in dettaglio da Dokumen.pub.

Diritto

Alcune iscrizioni giuridiche etrusche, come quella rinvenuta su una pietra miliare a Perugia, menzionata da Britannica, suggeriscono che gli Etruschi potrebbero aver contribuito allo sviluppo di concetti giuridici in Italia.

Simboli del potere e ingegneria

I simboli del potere romano traggono origine dall’eredità etrusca. I *fasci littori* (un fascio di verghe legate attorno a una scure), adottati dai Romani, divennero simboli distintivi del potere e dell’autorità, come indicato da The Guardian.

Architettura e Ingegneria

L’influenza etrusca sull’architettura romana è altrettanto significativa, con l’introduzione dell’arco e di tecniche ingegneristiche avanzate. Queste innovazioni, ereditate e sviluppate dai Romani, hanno contribuito in modo fondamentale allo sviluppo infrastrutturale dell’Italia antica e, attraverso la continuità romana, hanno influenzato le tecniche costruttive successive.

Tradizioni culinarie

Anche le tradizioni culinarie potrebbero conservare tracce dell’eredità etrusca. La Toscana, corrispondente all’antica Etruria, è rinomata per la sua carne bovina. Studi genetici sui bovini di razza Chianina hanno rivelato legami con i Balcani e la Turchia, regioni che si collegano alle teorie sull’origine orientale degli Etruschi, suggerendo una possibile continuità, come menzionato da The Guardian.

Conclusione

L’influenza della cultura etrusca sull’Italia moderna è un fenomeno complesso. Non si tratta di una continuità diretta, ma di un’eredità indiretta, mediata attraverso la cultura romana e la riscoperta dell’arte e della cultura etrusca in epoche successive. Questa eredità si manifesta in molti aspetti della vita e della cultura italiana. Le continue scoperte archeologiche arricchiscono la nostra conoscenza, svelando nuovi tasselli di un mosaico culturale che contribuisce a definire l’identità italiana contemporanea. I numerosi siti archeologici etruschi, come quelli descritti da Metropolitan Museum of Art, sono testimonianza di un passato che continua a vivere nella memoria e nel paesaggio dell’Italia di oggi. L’eredità etrusca ci invita a comprendere meglio le radici profonde e sfaccettate dell’identità italiana.

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Notizie mediche verificate: dove trovarle?

Fin qui su questo sito ci siamo occupati di raccontare in modo semplice fatti storici che hanno cambiato la vita dell’Italia, o di spiegare come mangiare in modo equilibrato senza cedere alle lusinghe delle diete fake, fenomeno ormai sempre più diffuso.

Un altro settore dell’informazione colpito dalle fake news è quello dell’informazione medica: troppe volte succede di usare Google alla ricerca di sintomi o diagnosi e di trovarsi bombardati da notizie non verificate, scritte con un approccio davvero approssimativo.

Un caso evidente è quello delle protesi anatomiche seno, ancora descritte da certi pennivendoli come rischiose. All’occhio più attento, molti di questi siti verranno rivelati come semplici traduzioni automatiche di fonti straniere: a volte si tratta di contenuti datati, ma più spesso sono articoli che riflettono una realtà molto diversa da quella italiana. Da tempo nel nostro paese i controlli sono maniacali e altissima è l’attenzione al livello di medici e fornitori di materiali medicali: proprio nel caso delle protesi anatomiche per il seno, per esempio, è Motiva a dominare la scena e a rappresentare lo standard per gli altri player di questo segmento medico.

Da chi vale la pena informarsi?

Il che ci riporta alla domanda fatta in apertura: dove trovare notizie verificate sul mondo della medicina? Proprio dai produttori di materiali, come è Motiva per le protesi in silicone anatomiche. Che siano per il seno o per le altre parti del corpo, questa azienda nordeuropea ha tutto l’interesse a smentire notizie false o ingigantite – ne va della propria reputazione!

Un altro approccio è quello di seguire esclusivamente le sezioni dedicate a salute e medicina presenti nei maggiori quotidiani italiani: grazie al Corriere della Sera, a Repubblica e a La Stampa, tenersi aggiornati e imparare a difendersi dalle notizie esagerate è più facile. Anche agenzie di stampa verificate e storiche come ADNKronos e ANSA hanno delle aree dedicate a questi argomenti e controllano costantemente la veridicità di quanto pubblicato.

Non si può dimenticare qualche portale internazionale come Saluteuropa.org, raccomandato dalla European Medical Association, una risorsa utilissima perché il punto di vista è spostato su quanto succede a livello continentale: non una cosa da poco!

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Il periodo di instabilità politica

La discesa in Italia del re di Francia, Carlo VIII, vede l’arrivo di 25.000 soldati che percorrono la penisola sino a giungere a Napoli. L’effetto di questa azione militare di conquista e repressione è deleterio non solo nell’immediato presente, ma anche nei secoli a venire: destabilizzando la già precaria realtà geopolitica della penisola, l’Italia si ritroverà ancora una volta in balia di dominazioni ora spagnole, ora di nuovo francesi, e sempre al centro di intrighi di potere che impediranno qualsiasi pensiero di unificazione. A ciò contribuirà anche la ferma opposizione dello Stato Pontificio, da sempre restio ad un’Italia unita che avrebbe potuto mettere a repentaglio le sue ricchezze e dominazioni.

La campagna napoleonica

A dare una spinta decisiva, involontaria o meno, verso la creazione di uno Stato unitario in Italia è Napoleone Bonaparte, ironia della sorte un quasi italiano, nato ad Ajaccio poco dopo che la Corsica era passata ai francesi dal Regno di Sardegna.

A partire dal 1796 Napoleone, la cui ascesa sembra ormai inarrestabile, avvia delle campagne militari nella penisola per respingere gli austriaci che minacciano la Francia e le terre con essa confinanti come il Piemonte. I successi del condottiero cambieranno non solo la sua vita – sino a farlo diventare Imperatore dei Francesi il 2 dicembre 1804 – ma anche quella italiana.

Le campagne napoleoniche avranno infatti l’effetto di modificare la situazione territoriale dell’Italia settentrionale, dando vita a una sorta di prima aggregazione che sarà poi impegnata a combattere contro gli austriaci per affermare la propria identità nazionale in modo rivoluzionario e per riconquistare i propri territori, avviando quel percorso di unificazione che si svilupperà qualche decennio dopo.

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L’Italia medievale e rinascimentale

Il periodo medievale vede l’Italia preda di popolazioni barbare che si succedono lasciando un’eredità in parte viva ancora oggi. Dapprima i Longobardi, poi i Franchi di Carlo Magno da nord sino alla Campania, mentre al sud e in Sicilia si installano gli arabi, poi scacciati dai Normanni. Un quadro altamente composito il cui effetto principale sarà creare una frammentazione del territorio sempre più marcata.

La Battaglia di Legnano

Figura di spicco durante il medioevo italiano è Federico I Hohenstaufen, detto “il Barbarossa”: Federico è Re di Germania e imperatore del Sacro Romano Impero, di cui fa parte anche l’Italia Settentrionale. Tuttavia le lotte interne al suo regno permettono ai Comuni italiani di amministrarsi in modo quasi indipendente, mettendo a repentaglio il controllo diretto del suo impero.

Nell’ultimo tentativo di estinguere la resistenza italiana, il Barbarossa verrà sconfitto dalla Lega Lombarda, sostenuta da papa Alessandro III, e sarà costretto a siglare la Pace di Costanza il 29 maggio 1176, riconoscendo alle città lombarde una certa autonomia. Storicamente, questa data viene vista come una prima presa di autocoscienza identitaria da parte delle popolazioni dell’Italia del nord.

Lorenzo il Magnifico

E infatti, a cavallo tra Medioevo e Rinascimento, mentre i principali Stati nazionali europei si sono già formati e affermati, Francia e Inghilterra fra tutti, l’Italia vive rivalità intestine che cercano di spostare il baricentro politico da una parte all’altra. È tuttavia un clima vivo e vibrante, caratterizzato da un grande fervore culturale e intellettuale, soprattutto a Roma, Venezia, Milano, Palermo e Firenze: in questi secoli nascono i più grandi artisti dell’Umanesimo e del Rinascimento, protetti e finanziati da grandi mecenati come Lorenzo de’ Medici, detto “il Magnifico”.

Grazie alla sua figura carismatica, Firenze diventa in breve una delle città più importanti al mondo, la più ricca e animata; esercitando un controllo politico frutto di una grande capacità di mediazione, il Magnifico impone inoltre una tregua nei conflitti interni, fondamentale per proteggere la penisola dalle mire espansionistiche delle monarchie europee. La situazione sembra far pensare a una possibile unificazione all’orizzonte, tuttavia ciò non avverrà mai.

Alla morte di Lorenzo, il 9 aprile 1942, i giochini di potere riprendono più di prima e la pace si scioglie come neve al sole: dopo soli due anni, Carlo VIII di Francia sarà il primo di una lunga sfilza di re a invadere l’Italia e a trattarla come terra di conquista.

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Nascita e fine della Roma imperiale

L’Italia è una nazione relativamente giovane, diventata Stato unificato a tutti gli effetti da poco più di un secolo e mezzo. Eppure, per via della sua peculiare conformazione geografica e la sua storia molto articolata, ha da sempre rappresentato un unicum nel panorama geopolitico europeo.

Il percorso che ha portato all’unificazione è stato molto lungo e tortuoso e ha in alcune date in particolare le sue tappe fondamentali: eventi e luoghi speciali con protagonisti che, con le loro azioni, hanno cambiato presente e futuro. Gettiamo dunque uno sguardo a questi appuntamenti cruciali disseminati lungo la storia d’Italia: potremo così comprendere meglio non solo le ragioni di una tale complessità, ma anche quelle che sono l’identità e le peculiarità di un popolo.

La fondazione di Roma

Convenzionalmente, la data della fondazione di Roma viene fissata al 21 aprile 753 a.C. Se da un lato molto ci è nascosto dal velo del tempo e della leggenda, dall’altro sappiamo per certo che con la nascita della futura “città eterna” ha inizio una storia d’Italia più organica; basta vedere il peso che l’eredità di Roma ha lasciato a tutta la penisola.

Sono trascorsi millenni, eppure siamo ancora figli di quel tempo e di quel mondo – che, va detto per precisione, era un mondo greco-romano. E tutto ciò assume un valore ancora più speciale se consideriamo che parte della Roma Antica è ancora viva nelle sue costruzioni più rappresentative, sia artistiche che non: il Pantheon, il Colosseo, gli acquedotti, il Foro Romano ecc.

La fine dell’Impero Romano d’Occidente

Il filo conduttore della storia italiana antica è sempre Roma: cruciale la sua nascita, cruciale la sua fine, o meglio, la fine dell’Impero Romano d’Occidente. Dalla fondazione, Roma è diventata la prima potenza mondiale, in grado di sbaragliare i suoi rivali più feroci – dai Persiani ai Cartaginesi. Per secoli, domina non solo il territorio italiano ma anche tutta Europa, l’Africa settentrionale e il Medio Oriente, e il sole sembra non tramontarvi mai.

Tutto ha però una fine, e quella della Roma imperiale è lenta come uno scivolamento, non una caduta: le lotte intestine per diventare imperatori che danno vita a momenti di anarchia; la divisione dell’Impero in due parti, Occidente e Oriente, per una migliore amministrazione; la pressione delle popolazioni barbariche al confine con la Germania e la Francia. Sono queste alcune delle cause principali che porteranno Odoacre a deporre l’ultimo imperatore, Romolo Augustolo, il 4 settembre 476: un evento che utilizziamo simbolicamente per datare la fine dell’Impero.